domenica, 30 gennaio 2005

PICCOLO MANUALE PER LA SOPRAVVIVENZA DELLA POESIA IN ITALIA

 
 

MATERIALE NECESSARIO

 
 
Poesie da divulgare, proprie o altrui.
Un personal computer fisso o mobile che abbia un comune programma di Word.
Una stampante.
Ago e filo.
Un cartoncino.
Un ditale.
Del nastro adesivo per scritte Dymo.
Una macchina manuale o elettrica per nastro adesivo Dymo.
Ritagli di immagini o stampe per le copertine.


 

PERCHE’ FARSI UN LIBRO DA SOLI

 
 
Per quanti di voi che nel mezzo del cammin della loro vita siano incappati nell’accidente della poesia, sarà apparso subito chiaro come la sopravvivenza dei propri scritti in un panorama editoriale a dir poco desolante non solo è messa a repentaglio, ma è stata già da tempo amputata dalle scelte editoriali delle più importanti case editrici. Rimangono una piccola schiera di case editrici più piccole che promuovo autori emergenti con i soliti canali distributivi, ossia il circuito delle librerie, per finire, nelle migliori occasioni, quando viene concessa la “grazia” della pubblicazione, relegati in unica copia nell’angolo della poesia, quando la libreria ancora possiede un “angolo della poesia”. C’è poi la possibilità di partecipare a concorsi che regalano targhe in similpeltro, o garantiscono la pubblicazione in un’antologia. Nessuno legge più la poesia in Italia. I pochi audaci rimasti devono faticare immensamente per trovare qualcosa di fresco, di originale, che incarni un’idea di poesia moderna ben lontana da quella che si studia nelle scuole. Sono cambiati i canali comunicativi, tutto è diventato più veloce, con l’avvento della rete poi gli scrittori si sono ritrovati in dei salotti virtuali dove potevano finalmente confrontarsi l’un l’altro, e non crescere come erbacce fra le crepe dell’asfalto. Dai forum alle community, dai siti di scrittura alle chat gli scrittori hanno cominciato a trovarsi e a confrontarsi, e il livello è cresciuto improvvisamente poiché i più dotati erano in mezzo a tutti gli altri a confrontarsi e non relegati in un elite spocchiosa e autoreferenziale; ma, la lettura in rete, soffre del fatto di non essere comoda come la lettura cartacea, cosicché gli scrittori hanno dovuto abituarsi ad un versificare più veloce, di rapido consumo, una sorta di ermetismo pop scaturito dalla necessità di esser brevi, come fu per i primi poeti ermetici, e questo ha portato al formarsi di una poesia, di un modo di fare poesia, che comunque la si voglia mettere non c’era mai stato, le macchine da scrivere sono diventati computer che permettono di tagliare e copiare  e incollare in maniera rapida qualsiasi cosa, lusso che agli scrittori dotati di penna o anche macchina da scrivere era proibito. Si ha la possibilità di sperimentare maggiormente perché si è essenzialmente più veloci nel creare. E in tutto questo, oltre ad esser divenuto essenziale sopravvivere, se ci si ferma un attimo e si fanno due conteggi si realizza che si può riuscire a ritagliarsi una fetta d’attenzione che a livello di numeri equipara se non supera quella della vendita in libreria. Procediamo con ordine. Un semplice programma di word permette di fare delle impaginazioni professionali. A questo punto, stamparsi i libri in proprio, saltando il passaggio burocratico dell’accettazione dei manoscritti, se unito ad un certo impegno personale a livello di tempo e convinzione può portare alla fabbricazione di centinaia di libri, che possono essere poi divulgati attraverso la rete, l’appoggio ad alcune librerie “strategiche” o altri posti inusuali e i reading di poesia. In un certo senso, per formulare un simpatico paradosso, bisogna farsi artigiani, poiché la tecnologia ce ne da la possibilità. Questo manualetto, vuole spiegare come si può riuscire a fare un prodotto di un certa qualità senza spendere cifre esagerate, e con un guadagno che permette di continuare a divulgare le proprie opere. Ecco, spiegato passaggio per passaggio, come si può fare.


 

IMPAGINAZIONE

 
Una volta finito un testo, copiatelo e incollatelo sul bloc notes. A questo punto ripetete l’operazione e incollate il risultato privo di formattazioni su un documento di word. Ora, da file, scegliere Page Setup e impostate il documento su due pagine per foglio (assicuratevi di star lavorando sull’intero documento) quindi, dal menu a tendina, scegliete la dimensione della carta (ovviamente A4) e impostate la stampa orizzontalmente. A questo punto, avrete la lunghezza reale del vostro testo così come verrà stampato. Potete scegliete il carattere e la grandezza che preferite, curando la grafica del vostro testo inserendo i grassetti e quant’altro. Cercate di dividere ogni pagina o sezione inserendo interrompi – pagina successiva da Inserisci, così da poter poi spostare le varie parti del testo senza perdere l’impaginazione. Il numero di pagine finali dovrà essere divisivibile per quattro, operazione con la quale otterrete il numero dei fogli che vi servono per fare il libro. Se le pagine sono dispari, aggiungete magari l’indice, o delle foto, o delle note, oltre al nome e allo stemma, se desiderate averlo, della vostra personale casa editrice. Potete arricchire il testo con dettagli professionali, come “finito di stampare il” o addirittura numerando le copie. A questo punto, si tratta di stampare il testo.


 

STAMPA

 
In qualsiasi formato vogliate fare il libro, che comunque si consiglia di non fare superiore alle 100 pagine per non ottenere sgradevoli effeti di rigonfiamento della copertina, il numero complessivo delle pagine deve essere un multiplo di 4. Ad esempio, 48. Procediamo ora a suddividere il numero complessivo delle pagine, ossia 48, per 2. Il risultato, che in questo caso è 24, ci fornisce le pagine centrali del libro, che saranno dunque la 24 e la 25. In questo modo si ottengono i due numeri che serviranno da base per le operazioni che dovranno essere fatte sucessivamente per far venire la stampa nell’esatta posizione “a libro”.
Da File, digitare Stampa. A questo punto, cominciare a inserire i numeri delle pagine in PAGINE, procedendo come segue. Ai due numeri che avremo ricavato dalla divisione, ossia 24 e 25, dovremo procedere di due in due andando verso il basso per quanto riguarda i numeri pari e crescendo per quanto riguarda quelli dispari, separando i numeri con una virgola, in questo modo: 24,25,22,27,20,29,18,31 e così via. Come vedete, i pari dimuniscono di due mentre i dispari aumentano. Proseguite fino alla fine dei numeri del vostro libro. Quando avrete finito di stampare la prima sequenza, prima di stampare la parte opposta del foglio assicuratevi che la stampa venga in maniera corretta, magari facendo una prova, anche se tendenzialmente le pagine già stampate vanno messe con la parte inferiore del foglio rivolta a destra: la parte dove ci sono i numeri di pagina, se posti in basso, per intenderci. Dopo aver girato i fogli, andate nuovamente su File e quindi Stampa, e inserite i numeri nell’ordine opposto, partendo sempre dalla base dei numeri iniziali che erano 24 e 25, che abbiamo già stampato. Dovremo stampare il primo numero pari successivo alla nostra pagina di mezzo (il 24) ossia il 26 e il primo numero dispari antecedente la nostra cifra di partenza (il 25) ossia il 23, e procederemo stavolta aumentando i numeri pari di e diminuendo i dispari, come segue: 26,23, 28, 21, 30, 19, 32, 17, 34,15 e così via.
Una volta finita la stampa le pagine saranno capovolte e dovrete provvedere a sistemarle semplicemente invertendone l’ordine, in modo che vi risulterà la prima pagina nella vostra mano sinistra e l’ultima nella destra. La matrice del libro è a questo punto completa.


 

FOTOCOPIE

 
È consigliato rivolgersi ad un centro specializzato in fotocopie, a una copisteria o a una tipografia, in modo da poter ottenere copie dei vostri libri solo da piegare, già pronte per la copertina. Il prezzo di una stampa si aggira fra i 5 e i 7 centesimi per foglio. Riprendendo l’esempio del libro di 48 pagine, ossia 12 fogli, dovremo moltiplicare il prezzo di una fotocopia per il totale dei fogli moltiplicato per due, poiché la stampa è fronte e retro. Quindi, le nostre 24 fotocopie per un libro di 48 pagine ci verrano a costare 60 centesimi. ( 0.05 cents per 24 = 0.6)
Si può altresì scegliere di farsi le fotocopie da soli, con l’inconveniete che si deve impiegare del tempo per fare le fotocopie, e con il rischio di non farle sempre centrate. Questo metodo, che se si possiede una fotocopiatrice o se ne ha accesso a una è sicuramente economico, puo’ andar bene per libri di poche pagine.


 

COPERTINA

 
La copertina del libro può essere fatta utilizzando del cartoncino, del tipo bristol che si usava a scuola per fare i disegni. Si consiglia di acquistare cartoncini grandi, dal quale si riescono a ricavare 4 copertine,  due normali e due più lunghe che danno la possibilità anche di ottenere un risvolto, per far apparire ancora più corposo il libro. Il prezzo del cartoncino bristol grande è di 50 centesimi, quindi 12.5 centesimi a copertina. Si consiglia di usare dei cartoncini abbastanza buoni in quanto diverranno poi, dopo la lavorazione, la copertina del libro. Potete tagliare il cartoncino con un cutter o con delle forbici, dopo aver preventivamente disegnato la misura delle copertine dei libri. Dato che si può scegliere fra formati di varie misure, si possono fare delle prove per vedere qual è il formato preferito, adagiando la matrice del vostro libro all’angolo del cartoncino e lasciando mezzo centimetro lungo tutto il perimetro, di modo che la copertina riesca a coprire bene le pagine una volta che il libro sarà piegato. Quindi procedete con delle prove finché non otterrete  una matrice per le copertine, da poter usare come calco per le successive. Se viene lasciato spazio sufficente, si può ottenere, dal rettangolo che avremmo prodotto, una costola, facendo un ulteriore piega vicino a quella di mezzo, di circa mezzo centimetro. Otterremo così due pieghe all’interno del cartoncino, che formeranno la costola del libro dove poi potremo scrivere il nome dell’autore e il titolo del libro. Si possono produrre dei formati gradevoli anche semplicemente piegando in due il cartoncino, con il risultato che si risparmierà il dymo per la scritte, e i libri si potranno produrre in maniera più veloce, spesso utile se si deve andare ad un reading e cercare di distribuire più libri possibile, oppure si deve spedire il libro ad una casa editrice per sottoporlo alla lettura: in quel caso si può anche badare meno alla forma, per risparmiare tempo, ma questa rimane una scelta personale.


 

RILEGATURA

 
I libri possono essere rilegati tramite spillatura o rilegatura.
La spillatura consiste nel procurarsi una di quelle spillatrici a braccio lungo che riescano ad arrivare nel centro della nostra pagina formato A4 piegata in due. Questo metodo è consigliato per libri leggeri, con non più di 52 pagine, e ha il problema che bisogna essere molto accurati nel momento in cui si spilla, oltre alla ruggine che col tempo sopraggiungerà sul ferro delle spille.
La cucitura richiede forse un poco più di pratica ma i risultati sono migliori rispetto alla spillatura, e consente anche di fare libri di 100 pagine, oltre al fatto della tenuta del filo, pressoché eterna.
Si scelgano degli spilli abbastanza spessi, non troppo lunghi. Si può usare del filo da cucito, basta sceglierne di un formato abbastanza spesso, del colore che si preferisce, abbinato alla copertina: per ogni libro, la misura del filo necessario dovrà essere all’incirca di 50 centimetri.  Si ha inolte necessità di un ditale. Procedere come segue: sistemare la nostra matrice, accuratamente piegata in due (si consiglia di piegare le pagine non in un colpo solo, ma magari creando fascicoletti di tre fogli alla volta, in modo che il volume del libro sarà poi più sottile: resta inteso che maggiore cura si dedica ad ogni operazione migliore sarà il risultato in termini di estetica) nel mezzo del nostro cartoncino se si è deciso di non fare la costola, o nella piega più a destra se si è deciso di fare la costola al libro.
Inserire l’ago con il filo chiuso da un nodino che avremo fatto precedentemente alla fine del filo, più o meno mezzo centimetro sotto il bordo della parte superiore del foglio, e farlo passare completamente dall’altra parte, aiutandosi con il ditale nella spinta. Controllare magari che il buco sia venuto esattamente centrato, altrimenti si può facilmente ripetere l’operazione. A questo punto riprendere l’ago e fare un altro foro immediatamente sotto a quello precedentemente fatto, solo un foro, tale da creare lo spazio per poi far passare dalla parte inversa l’ago e il filo che così completeranno la parte superiore della relegatura. Ci ritroveremo con l’ago che sbuca all’interno del libro, e faremo passare il filo all’interno, andando a bucare dalla parte specularmente opposta a quella che avevamo precedentemente forato, ripetendo le operazioni di prima all’inverso (basterà girare il libro). Una volta fatti tutti e quattro i buchi, potremo tagliare il filo badando di lasciarne una porzione sufficente da riuscire a fare almeno un paio di nodini che chiuderanno la rilegatura. A questo punto, tagliare con delle forbici il filo in eccesso, lasciando solo i nodini. Completare l’operazione con una goccia di attack su entrambi i nodi, e lasciare asciugare per dieci minuti.


 

SCRITTE

 
Al nostro libro, a questo punto, manca la copertina, che riguarda essenzialmente il nome dell’autore e dell’opera e una o più immagini da inserire, davani o dietro. Alcuni, adoperando cartonicini dai colori chiari, stampano direttamente sulla copertina, lavoro che a questo punto andrebbe fatto prima della cucitura o spillatura dei libri. L’inconveniente di questo metodo è però l’eccessivo costo se si intende stampare a colori o il fatto che non tutte le stampanti riescono a scrivere sul cartoncino. Una soluzione ottimale viene fornita dalle scritte DYMO, quelle strisce adesive che si usano per fare le scritte sui cassetti o i cognomi nei citofoni o al campanello della porta. Ne esistono di svariati colori, nella forma più comune dei 9mm di spessore. Esistono macchine per scrivere con il dymo sia manuali che elettroniche. La macchina manuale viene intorno ai 9 euro mentre quelle elettriche variano dai 36 ai 49 euro, con la possibilità di stampare molto più velocemente e con caratteri di varia forma e dimensioni. Il dymo è consigliato per scrivere il nome dell’autore e dell’opera sia sul frontespizio che sulla costola, badando che su quest’ultima si dovrà ricorrere ad un ulteriore taglio con le forbici, appena sopra le lettere, per riuscire a far entrare le scritte nel mezzo centimetro che avevamo preventivamente lasciato. L’effetto è eccellente. Si consiglia di attaccare le scritte del frontespizio dopo aver scelto l’immagine di copertina.


 

IMMAGINI DI COPERTINA

 
Si possono usare le immagini più svariate per ottenere le copertine, sia proprie che di altri, si possono usare foto, ritagli di giornali (badate solo che siano stampate almeno su carta lucida, va considerato che la copertina dovrà resistere il più a lungo possibile) calendari, qualsiasi tipo di immagine puo’ arricchire la copertina, creando, se si ritagliano delle figure, anche effetti tridimensionali. L’applicazione di immagini su cartoncino nero ottiene un bellissimo effetto. Si consiglia l’uso di normali colle per cartocino, purché di presa “forte”.


 

CONCLUSIONE

 
Il libro che avremo autoprodotto, provvisto di costola e copertina e magari anche numerato, avrà un prezzo di produzione formato dai 60 centesimi delle fotocopie, dai 12 centesimi del cartoncino, da un costo complessivo, fra dymo, goccia di attack, filo, di circa 5 centesimi. Con 77 centesimi avremo una copia del nostro libro, che potremo divulgare in rete attraverso blog o siti di scrittura creativa, se non addirittura siti personali, senza contare le letture che sono caldamente consigliate, quantomeno a livello di introito. Alcune librerie sono ben disposte a ospitare queste edizioni particolari, che possono anche essere smerciate in posti inusuali, come osterie, bar, parrucchieri, ristoranti, pub e via dicendo, se il proprietario acconsente. Va considerato che questi libri rientrano nel prodotto artigianale e possono essere venduti per offerta libera, fermo restando che la donazione di un euro già ci permette di coprire i costi. Da esperienza personale posso dire che raramente le persone, sottoposte a dover decidere cosa lasciare per un prodotto curato di cui magari hanno anche ascoltato qualche brano dalla voce dell’autore, lasciano meno di 5 euro, con il risultato che con 5 euro potremo produrre almeno altri 5 libri.
Cosa si ottiene con questa operazione? Sostanzialmente il fatto di poter portare le proprie parole, o quello di qualcun altro se si decide di fare semplicemente l’editore di altri e non di se stessi, direttamente al lettore. Oppure quello di avere i propri scritti rilegati in maniera quantomeno originale, da poter inviare alle case editrici, se si desidera. Qualcuno dirà che questo metodo può portare ad una sovraproduzione di libricini che nella maggior parte, come in tutte le cose a cui si da piena libertà, sarà pessima, ma ha il pregio di dar voce a tutti, piuttosto che a nessuno, con la speranza che in mezzo ad una proposta che ora può essere alla portata di tutti possano nascondersi talenti che non avevano trovato sbocchi per uscire. Di sicuro, chi si dedica alla cura e produzione dei propri libri, non è qualcuno che lo fa per hobby, ma una persona che tiene a quello che fa e si dedica anima e corpo a questo male incurabile che l’ha colpito, la scrittura. Quindi ci sono buone possibilità che questa dedizione possa mostrarci forme di poesia o narrativa che erano state seppellite da comici, giornalisti, e pessimi stipendiati scrittori. Personalmente, conosco una quantità di ottimi autori ignorati dal normale circuito editoriale.
Si consiglia questo manuale e questa forma di sopravvivenza a tutti quelli che sono consapevoli che oltre le classifiche delle librerie e gli scrittori che passano in televisione o sono citati sui giornali esiste un mondo sotterraneo che produce forme di letteratura quantomeno originali, nervose, irrisolte, nasciuture, deformi, geniali, figlie della velocità e del nostro tempo: le domande sono: non siete stanchi di dover spedire manoscritti o partecipare a ridicoli concorsi? Perchè cercare una pubblicazione che mi porterà alla vendita, ottimistica, di cento copie, quando posso venderle autonomamente in cinque serate di lettura?
Secondo voi Kafka e Leopardi, se fossero cresciuti con una playstation, avrebbero scritto nello stesso modo?
A questo dobbiamo rispondere.
L’autoproduzione può essere solo un primo passo verso l’editoria ufficiale, oppure puo’ divenire un bacino autonomo da cui poi l’editoria sceglierà i propri cavalli da corsa, o ancora puo’ rimanersene lì, in bilico, realtà nelle sue cento copie prodotte e distribuite, voce unica ed irripetibile.
Non è vero che tutto è stato scritto, non fatevi convincere, e non fatevi nemmeno convincere a scrivere come desidera il mercato, se non lo desiderate, ma esploratevi. Usate la scrittura come scandaglio, non chiedete niente a nessuno.
Se credete nella vostra scrittura fatevi portatori sani di voi se stessi.
Ripeto, non è vero che tutto è stato scritto: la realtà è che abbiamo appena cominciato a farlo in una maniera nuova.
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